EDITORIALE - Non mi sento italiano-Ma questo è il mio paese MARIO MICHELA * 24 Novembre 2025 * 5 min di lettura Apri un dibattito in TV, scorri i commenti sotto una notizia, ascolta un politico mentre "parla alla nazione". Cosa senti? Non idee che si confrontano, ma campane che si sfidano. Le parole non servono più a capire: servono a catalogare, squalificare, distruggere. "Buonisti", "fascisti", "radical chic", "populisti", " Comunisti" Etichette lanciate come proiettili, che trasformano le persone in sagome da colpire. Quando il linguaggio smette di essere un ponte e diventa un'arma, qualcosa si rompe: prima la conversazione, poi il senso stesso di comunità di aggregazione.
Ed è qui che nasce NonMiSentoItaliano.it: non come rifugio per chi è stanco, ma come luogo per chi vuole ancora capire, anche quando fa male. Non è un sito di notizie, né un giardino di lamentele. È un diario civile, una forma di giornalismo personale che mischia analisi e narrazione, pancia e testa. Unita dal cuore. È lo spazio per chi ama questo Paese abbastanza da volerlo guardare senza filtri, senza slogan, senza quelle frasi fatte che da decenni soffocano il dibattito pubblico.
Qui cercherò di raccontare a modo mio, l'Italia che incontri al bar, all'ufficio postale, nelle piazze vuote o troppo piene. Quindi cosa facciamo qui: * Raccontiamo. Storie brevi che mostrano il Paese reale: contraddizioni, fragilità, umanità. Racconti scritti da me, con uno sguardo narrativo che entra nella quotidianità per illuminare i temi sociali del presente. * Analizziamo. Politica, cultura, società. Senza peli sulla lingua, ma con onestà intellettuale. * Discutiamo. Perché l'opinione di un cittadino vale quanto quella di un editorialista e probabilmente molto di più di un politico, perché nasce dalla sincerità dialettica e non da quella partitica. La sezione Opinioni è aperta a tutti, un luogo dove confrontarsi con rispetto, non per urlare più forte, ma per dialogare in modo più intelligente.
Viviamo in un Paese che sembra aver perso memoria, direzione e soprattutto dialogo. E allora proviamo a recuperarlo, non con l'illusione di essere migliori degli altri, ma con la volontà di essere più veri. Questo blog nasce da un mio sentimento complesso: amore, disillusione, appartenenza e distanza. Non mi sento italiano, sì. Ma questo rimane il mio Paese. E proprio per questo lo voglio raccontare. Anche quando stona, quando duole, quando non rappresenta ciò che vorrei e diciamocela tutta anche quando ti fa incazzare.
Tutto ciò che leggerete in questo blog - articoli, editoriali o semplici riflessioni - è frutto esclusivo delle mie idee: magari semplici, magari discutibili, ma mie. Non sono lezioni, non sono critiche, non sono istruzioni per l'uso. Non vogliono convincere nessuno né indicare una strada obbligata: sono opinioni espresse in libertà, nel rispetto di chi la pensa in modo diverso, forse sbagliato, ma sincero e privo di pregiudizi. Scrivo senza bandiere, senza appartenenze, senza dogmi, perché credo che oggi, più delle ideologie e del tifo partitico, servano idee chiare, progetti concreti e un pensiero davvero libero, capace di guardare ai problemi senza pregiudizi e senza etichette ma soprattutto senza schieramenti POLITICI DI PARTITO